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20 ANNI DI CAMPIONATI ITALIANI DI MONGOLFIERA
di Giovanni Aimo

Giovanni Aimo Giovanni Aimo è uno degli artefici della rinascita del volo in mongolfiera in Italia. Come istruttore ha formato molti dei piloti italiani in attività (molti dei rimanenti sono stati formati a loro volta da suoi ex allievi diventati istruttori). Ha preso parte a tutte le edizioni del campionato italiano, vincendone sei e salendo sul podio per ben sedici volte (un primato condiviso con Paolo Bonanno) ). Insieme ad Enzo Cisaro è l'unico pilota italiano ad avere anche il brevetto per il pilotaggio dei palloni a gas ed è inoltre l'unico pilota non britannico ad avere la qualifica di istruttore del British Balloon and Airship Club. E' l'organizzatore del raduno internazionale dell'Epifania che si tiene a Mondovì da oltre un ventennio. Attualmente è presidente dell'Aeroclub Mongolfiere di Mondovì, il primo aeroclub aerostatico monospecialità fondato in Italia. Il testo che segue è stato scritto in occasione del 20° Campionato italiano di volo in mongolfiera svoltosi a Terni dal 5 al 9 settembre 2007. Ringrazio gli organizzatori per aver cortesemente concesso di pubblicarlo su Aerostati.It e ringrazio Giovanni Aimo per le parole gentili che mi ha dedicato. [RS]

Con Terni 2007 siamo a venti.
Roberto Spagnoli nel suo sito aerostati.it ha fatto una bella cronaca e ha messo tutti i risultati. Io, che ho partecipato a tutti e diciannove i precedenti e ne ho vinti sei, farò solo alcune annotazioni storico-sportive su richiesta dell’amico e allievo Maurizio Saveri, organizzatore della ventesima edizione.

I piloti
Solo Bonanno ed io abbiamo partecipato a tutti i campionati e Lanzoni li ha fatti quasi tutti.
I numeri sono stati sempre quelli, intorno alla dozzina. Sembrano pochi ma se si confrontano, in percentuale, sul totale dei piloti che volano effettivamente in Italia, sono molti. In Inghilterra, su 1500 piloti solo una ventina fanno i campionati ed in Francia, che ha il campionato più numeroso, su circa mille piloti, i partecipanti sono in media una quarantina.
L’età media dei piloti è piuttosto alta, essendo Bonanno ed io ormai “over sixty” ma alcuni giovani stanno venendo fuori bene, come Igor Charbonnier, il campione in carica, che ha avuto la fortuna di avere come padre Nello, tre volte campione. Anche all’estero, in Europa specialmente, sono molti i piloti con i capelli grigi in gara, ma il nostro è uno sport in cui l’età conta relativamente.

Gli organizzatori
L’organizzazione di un campionato è una cosa molto complessa e si basa sul lavoro di molti volontari e sull’intraprendenza di pochi organizzatori che lo fanno per passione.
E' stato mitico, per anni, l’aeroclub di Reggio Emilia ma non poche volte ci siamo trovati quasi a fine anno senza candidati ed allora abbiamo dovuto rimediare facendo campionati “invernali” come Agliano e, una volta a Reggio.
Bassano Del Grappa sembrava diventare un posto fisso, grazie al parco meraviglioso e all’intraprendenza di Menon, ma poi non ha continuato neanche il raduno: erano i campionati con più piloti, data la partecipazione di molti stranieri.
Il campionato più a sud è stato quello di Fiuggi, ma non è stato un esperimento felice.
Il più tecnico e difficile, secondo me, è stato Carpineti nel 2004.
Perfetto come area di volo Bibbiano 2006, con i bei prati di Reggio ma senza la città da attraversare.
La ventesima edizione è Terni per la terza volta (quarta, contando quello di Narni): Terni l’ha spuntata su ben tre candidati. O troppo o niente.
Negli anni abbiamo visto organizzatori molto generosi, come la Liquigas con l’aeroclub di Reggio Emilia più di una volta, o spariti nel nulla, come a Fiuggi ma, bene o male, c’è stata una continuità nonostante le spese per i piloti non siano trascurabili sia in termini economici che di tempo.

I direttori di gara e gli observers
Per anni i campionati sono stati organizzati con direttori di gara e observers inglesi. Poi con direttori tedeschi, olandesi e, finalmente, italiani. Gli observer anche loro inizialmente erano tutti inglesi, poi si sono aggiunti austriaci, tedeschi, francesi. Barbieri aveva cominciato i corsi per observers italiani e Lorena Morlini aveva portato avanti la squadra italiana fino ad avere alcuni dei nostri presenti nei più importanti eventi mondiali. Nonostante i molti corsi però i numeri degli effettivi non sono mai sufficienti per i campionati e ci vogliono sempre integrazioni straniere.

Le carte
Da questo punto di vista il nostro è un paese sottosviluppato dato che non esistono carte aggiornate in scala 1:50.000. L’IGM molto ma molto lentamente sta completando la carta d’Italia nella scala che serve a noi, ma sembra un destino che i campionati si facciano sempre in zone dove le carte non sono ancora completate. Anche dove ci sono, come Bibbiano 2006, le carte più aggiornate hanno almeno 10 o 15 anni. Indimenticabili alcune carte di Reggio Emilia, fatte apposta per il campionato con enorme buona volontà ma di fatto appena leggibili.
Il confronto con qualsiasi altra nazione in cui abbiamo gareggiato vede il nostro paese nettamente perdente: perché?
Le carte di Terni 2007 saranno quelle regionali al 50.000, precise ma solo in bianco e nero e poco aggiornate. Le OS inglesi restano un sogno.

Le gare
Le gare sono diventate sempre più complesse. all’inizio si faceva un task per volo, poi due, poi tre e così aumentando, arrivando fino ad avere 6 task per volo, forse veramente troppi.
Con l’avvento dei Gps il romantico volo in pallone, con carta, bussola, binocolo sta diventando un volo quasi elettronico, con i piloti che quasi guardano più il loro pc nella cesta che fuori.
Di tutti i possibili task però i più frequenti sono sempre fly-in e fly-on, che sono anche i più facili per un direttore di gara pigro.
Ultimamente nelle gare internazionali si vedono sempre più palloni da gara, i cosidetti “racer” dalla forma affusolata e capaci di velocità di salita e discesa impressionanti. Per il momento in Italia ne vola uno solo ma non è sicuramente quello che fa la differenza. quello che conta di più è il “manico”, l’esperienza ed il lavoro di squadra.

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