Breve storia dell'aerostatica italiana
Il futuro

Il dirigibile sferico realizzato dalla società americana 21st Century Airships. L'evoluzione degli aerostati nel corso della loro storia è sempre stata strettamente legata alla ricerca scientifica, sia civile che militare, e alle possibilità di un loro sfruttamento economico. Molto probabilmente contuinuerà ad essere così anche per il futuro e dunque è nell'ambito scientifico e in quello commerciale che probabilmente vedremo nei prossimi anni sviluppare aeromobili innovativi basati sui principi del volo più leggero dell'aria. Forse, nei prossimi anni, le maggiori novità verranno proprio dai dirigibili. In tutto il mondo ci sono diversi progetti in corso per riportare in auge questi aeromobili che grazie ai materiali avanzati e alle tecnologie oggi disponiblili possono garantire la necesaria sicurezza offrendo il giusto equilibrio tra costi e ricavi facendone così una alternativa competitiva per il trasporto merci. In questo senso va, per esempio, il progetto russo del Thermoplane. Tra i progetti sviluppati negli ultimi decenni citiamo poi l'Inflataplane della Goodyear, la "gru area" Aerocrane in grado di sollevare 70 t di peso e l'analogo Heavylifter capace di portare in volo un carico di 250 t. Tra gli abbinamenti aereo-dirigibile vanno segnalati l'Aereon e il Megalifter. In anni più recenti è stato poi sperimentato una sorta di aereo gonfiabile denominato Stingray. Analogo interesse viene dai militari soprattutto per quanto riguarda la copertura radar e in questa direzione si sono mosse le sperimentazioni portate avanti dalla Airship Industries con i suoi Skyship e Sentinel. In Italia è stato studiato l'impiego di radar instalati su palloni vincolati ad una quota di 1300 m per controllare il movimento delle imbarcazioni nelle acque territoriali e prevenire gli sbarchi di immigrati clandestini e il traffico di armi e droga (i radar installati su questi aerostati sarebbero in grado di individuare un'imbarcazione di 2,5 m in un raggio di 160 km).

In Italia attualmente non esistono case costruttrici di mongolfiere e palloni a gas e quindi da questo punto di vista, per quanto riguarda il volo da diporto e sportivo, il nostro paese seguirà l'evoluzione tecnologica degli altri paesi limitandosi all'importazione. Va detto, però, che a questa evoluzione il nostro paese partecipa comunque, e in prima fila, grazie al lavoro di Paolo Bonanno, pilota, costruttore e progettista che, olte a costruire le mongolfiere con cui vola personalmente, studia e realizza i bruciatori per le mongolfiere della inglese Cameron Balloons che rappresentano il meglio attualmente disponibile sul mercato. Basti dire che i bruciatori utilizzati sui palloni costruiti dalla Cameron che hanno compiuto il giro del mondo (con Bertrand Piccard a Brian Jones e con Steve Fossett) devono qualcosa anche agli studi di Bonanno, soprattutto per quanto riguarda il problema della regolarità della combustione ad alta quota dove l'aria è più rarefatta e la pressione atmosferica è minore. Dal punto di vista dell'attività sportiva e della promozione culturale del volo aerostatico, invece, in Italia il punto di svolta è stato senz'altro la nascita della Federazione Italiana di Aerostatica. Solo grazie alla presenza e al lavoro fatto dalla FITA soprattutto in questi ultimi anni l'aerostatica italiana ha potuto finalmente avere quel riconoscimento da parte delle autorità sportive aeronautiche che non solo gli spettava, visti i suoi trascorsi storici, ma che garantisce la giusta cornice entro la quale far crescere questa pratica sportiva. Diverso, invece, il discorso che riguarda gli aspetti commerciali, legati sia al turismo che alla promozione e alla pubblicità, da noi purtroppo ancora poco sviluppati a causa di una serie di fattori che qui non è il caso di analizzare. Gli spazi per uno sviluppo però ci sono: il nostro paese ha tutto per fare dell'aerostatica una attività economica redditizia così come avviene in Germania, in Francia o in Svizzera, tanto per citare alcuni esempi.

Uno dei progetti di utilizzo di palloni aerostatici per l'eplorazione di Marte. In anni recenti gli aerostati sono stati impiegati anche come mezzi di controllo e di analisi scientifica, ma anche per la ricerca archeologica e naturalistica. Lo sviluppo tecnologico e dei materiali legato all'impiego dei palloni stratosferici ha suggerito interessanti impieghi futuri degli aerostati soprattutto per quanto riguarda particolari ricerche e analisi scientifiche. Senza contare l'impiego che i palloni aerostatici potranno avere nell'esplorazione di altri pianeti. In campo aerospaziale, dopo i famosi satelliti per telecomunicazioni Echo, gli ottimi risultati ottenuti con gli aerostati utilizzati nell'atmosfera di Venere hanno spinto gli scienziati a studiare il modo di utilizzare dei palloni anche per lo studio dell'atmosfera e della superficie di Marte, Giove e Saturno. Con l'esplorazione di altri corpi celesti si è aperta un nuovo entusiasmante capitolo della storia dell'aerostatica. E il più leggero dell'aria, il più antico modo trovato dall'uomo per andare alla scoperta del cielo diventa ora anche un mezzo modernissimo per andare alla scoperta dei confini del cosmo.


Introduzione
Parte prima - I precursori e i pionieri
Parte seconda - L'Ottocento e il Novecento
Parte terza - La rinascita
Cronologia



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