Breve storia dell'aerostatica italiana



Cronologia

In Italia la storia del volo in pallone non ha mai conosciuto soste dalle ricerche dei precursori, a partire dal Medioevo, alle imprese dei pionieri, tra la fine del XVIII e i primi decenni del XIX secolo, fino ai giorni nostri. Naturalmente, nello stesso periodo, molti scienziati e sperimentatori si sono dedicati alla ricerca delle possibilità del volo umano anche in altri Paesi, arrivando a conclusioni simili o fornendo le basi per gli studi successivi. Qui ci limitiamo a riportare quanto accaduto in Italia. Il nostro Paese, infatti, ha dato un grande contributo al volo "più leggero dell'aria", soprattutto nel campo dei palloni a gas e dei dirigibili. Quella dell'aerostatica italiana è una storia esaltante e affascinante ma purtroppo ancora poco conosciuta al grande pubblico. Una storia fatta di studi e ricerche, esperimenti, grandi imprese, tragedie e qualche follia come accade per ogni attività umana che sfidi i limiti conosciuti.


XV Secolo
Giovanni Fontana (c. 1395-1455), professore all'Università di Padova, riferendo l'idea di un ignoto inventore, fornisce quella che può essere considerata la prima esauriente descrizione della costruzione e del funzionamento di un pallone ad aria calda anche se per ora non esistono prove che essa corrispondesse ad una macchina realmente esistita.

XVI Secolo
Leonardo Da Vinci è forse il primo ad intuire il potere ascensionale dell'aria calda. Durante gli anni trascorsi a Roma compie esperimenti facendo volare sottili vesciche riempite con il fiato. L'episodio è riferito sia da Benvenuto Cellini che da Giorgio Vasari.

1602
Tommaso Campanella, nella Città del Sole parlando degli "uomini solari" preconizza l'esistenza di aeronavi e del telescopio che Galileo avrebbe inventato di lì a qualche anno.

1616
Fausto Veranzio, nella sua saggio Machinae Novae, rifacendosi agli studi Leonardo, parla di un uomo volante che scende da una torre per mezzo di un paracadute (padre Boffito, nel suo Il volo in Italia del 1921 afferma invece che lo scritto risalirebbe al 1595).

1628(?)
Secondo una cronaca del tempo, Paolo Guidotti si lancia da un alto edificio di Lucca con un congegno alare applicato alle braccia: dopo aver planato per circa un quarto di miglio conclude il volo sfondando il tetto di un'abitazione ma senza conseguenze gravi.

1670
Il gesuita bresciano Francesco Lana Terzi nel suo libro Prodromo ovvero saggio di alcune invenzioni nuove promesso all'Arte Maestra descrive una nave che vola sostenuta da quattro sfere di cuoio o di rame nelle quali sia stato fatto il vuoto. I limiti imposti dalla tecnologia dell'epoca non avrebbero permesso la realizzazione pratica dell'aeronave, come spiega lo stesso Lana nella sua monumentale opera successiva Magistero della natura e dell'arte. Tuttavia, secondo quanto scrive l'abate Giacinto Amati nel 1829, Lana avrebbe sperimentato un modellino della sua nave volante a Firenze, presso il Collegio dei Gesuiti di San Giovannino, anche se non è chiaro in base a quale fenomeno il modellino si sarebbe alzato da terra. E' probabile che Lana abbia elaborato le idee di Ruggero Bacone e Albertus Magnus anche sulla base di un importante esperimento realizzato nel 1650 dal fisico tedesco Otto von Guericke, inventore della pompa atmosferica, ripetuto nel 1663 dal gesuita tedesco Kaspar Schott. Il metodo proposto da Lana per creare il vuoto all'interno delle sfere era scientificamente ineccepibile, del tutto analogo a quello impiegato nei barometri inventati da Torricelli qualche decennio prima. Sono poi di estremo interesse le puntuali osservazioni di Lana sulla navigazione aerea, sul governo della nave volante mediante la regolazione della zavorra e anche sulla fisiologia delle respirazione umana in quota. Padre Lana è universalmente riconosciuto come il vero precursore teorico dei principi dell'aerostatica.

1680
Il fisico e fisiologo salernitano Giovanni Alfonso Borelli pubblica l'importante saggio De motu animalium in cui, studiando il volo degli uccelli come Leonardo, getta le basi del concetto di portanza delle ali e dimostra che non è possibile realizzare una macchina volante capace di sostentarsi utilizzando la forza muscolare umana.

1706
Le cronache dell'assedio di Torino ad opera dei Francesi durante la guerra di successione spagnola parlano dell'uso di piccoli involucri volanti alimentati dal fuoco con cui gli assediati inviavano messaggi all'esercito imperiale. Molto probabilmente però questi involucri non avevano un sistema di sostentamento e venivano sparati da bombarde.

Seconda metà del Settecento
Alessandro Volta è il primo scienziato a interpretare correttamente il fenomeno legato a quello che veniva chiamato "gas Montgolfier". A Volta si devono studi sulla natura dei gas che anticiparono le conclusioni di Jospeh Gay-Lussac e di Dalton.

1753
Il nobile Clemente Baroni Cavalcabò pubblica un saggio intitolato L'impotenza del demonio di trasportare a talento per l'aria da un luogo all'altro i corpi umani. Dove anche si dimostra l'impossibilità di volare con artifizio umano. L'autore elogia Giovanni Alfonso Borelli che aveva dimostrato l'impossibilità per l'uomo di volare grazie alle sua sola forza muscolare e critica la "nave volante" di padre Lana sostenendo che le sue sfere di rame sarebbero state schiacciate dalla pressione atmosferica a causa della loro sottigliezza.

1768
Ispirato dalla "nave aerea" ideata da Francesco Lana più di un secolo prima, il gesuita ragusano Bernardo Zamagna pubblica il poema Navis aerea et elegiarum monobiblos, nel quale parla della densità dell'aria alle varie quote e della stratificazione delle nubi, propone di usare bussola e carte georgrafiche durante il volo e suggerisce l'impiego della "nave aerea" per l'osservazione astronomica. Zamagna ipotizza anche il giro del mondo e afferma che "la via dell'aria sarà aperta sul mare gelato", frase che appare quasi una profezia delle trasvolate polari di Umberto Nobile.

1782
Il napoletano Tiberio Cavallo, professore alla Royal Society di Londra, presenta i suoi esperimenti di laboratorio iniziati nel 1777 in cui aveva fatto volare piccole vesciche di animali gonfiate con idrogeno. Cavallo è convinto che l'idrogeno, identificato dall'alchimista Paracelso nel XVI secolo e isolato dal fisico inglese Hanry Cavendish nel 1766, sia l'"etere superatmosferico" vagheggiato dal monaco Alberto di Sassonia nel XIV secolo. Purtroppo non riesce a risolvere il problema di come trattenere l'idrogeno, ma comprende perfettamente il principio del volo aerostatico.

1783
Il 24 febbraio a Udine, padre Francesco Stella innalza un pallone gonfiato a idrogeno. L'esperimento sarà replicato il 1 e il 22 marzo successivi. La notizia è riportata dal barnabita Orazio Premoli sulla Rassegna Nazionale nel marzo 1916. E' interessante notare che padre Stella e i fratelli Montgolfier condussero i loro esperimenti, più o meno nello stesso periodo, all'insaputa l'uno degli altri.
Alcuni mesi prima del volo di Pilatre, viene rappresentata, probabilmente a Vercelli, Il pallone aerostatico, intermezzo giocoso per voci e orchestra di Luigi Cotti, conte di Brusasco (1761-1814). L'opera sarà replicata l'anno successivo a Firenze, città dove è conservato, presso la Biblioteca Marucelliana, l'unico spartito autografo esistente.
Il 15 novembre, sei giorni prima del primo volo umano della storia, quello di Pilatre de Rozier e del marchese D'Arlandes con il pallone costruito dai fratelli Montgolfier, il conte milanese Marsilio Landriani, professore di fisica sperimentale al Ginnasio di Brera, innalza due palloni nella Villa Reale di Monza.
Il 25 novembre a Londra davanti ad un folto pubblico il conte bolognese Francesco Zambeccari innalza un piccolo aerostato a idrogeno di 3 metri di diametro. Tre giorni dopo Zambeccari, in una lettera al padre, espone il suo progetto di un pallone "a doppia camera" noto oggi come "pallone Rozier" dal nome di Pilatre de Rozier considerato l'ideatore del pallone ad aria calda e gas. Se Pilatre non fosse morto nel 1785 tentando di attraversare la Manica su un pallone di questo tipo, forse oggi questo aerostato sarebbe noto, più giustamente, come "pallone Zambeccari".
L'11 dicembre altri sperimentatori fanno volare piccoli palloni realizzati con vesciche animali riempite di idrogeno sia a Torino che a Roma.
Sempre l'11 dicembre il duca di Sermoneta Francesco Caetani compie alcune prove che lo porteranno, il 21 successivo, ad innalzare nella Capitale un grande pallone a idrogeno, realizzato dal suo astronomo, l'abate Luigi De Cesaris, per convincere gli increduli della bontà della nuova invenzione. La rivista Antologia, nel numero pubblicato nel gennaio 1784, dedicherà un lungo resoconto alle esperienze del duca.
Alla fine dell'anno Pietro Cossali, astronomo e matematico dell'Università di Padova, fa volare un pallone a Verona e un altro, il 31 dicembre, a Colorno, in provincia di Parma. Nello stesso periodo il teologo e appassionato cultore delle scienze Carlo Amoretti pubblica un opuscolo intitolato Delle macchine aerostatiche in cui fornisce un resoconto dei primi esperimenti realizzati in Italia.

1784
In gennaio a Milano viene pubblicato il Giornale Aerostatico, il primo periodico al mondo di argomento aeronautico.
Il 31 dello stesso mese, a Pavia l'architetto Luigi Cagnola a bordo del quale si trova una pecora.
Il 25 febbraio, presso la sua villa di Brugherio, vicino a Milano, il conte Paolo Andreani compie un'ascensione con una mongolfiera da lui stesso progettata e costruita insieme agli architetti fratelli Gerli: è il primo volo umano al di fuori della Francia ed il quarto in assoluto della storia. Andreani compirà con successo alcuni altri voli ma poi, stranamente, abbandonerà per sempre l'aerostatica. L'evento desta molta impressione e viene celebrato con un ode da Giovanni Parini e con una cantata eseguita dalla soprano Anna Morichelli Bosello alla Scala di Milano.
Il 17 marzo l'imperatore Giuseppe II, sostenendo che "un volo la cui temerarietà può avere un fine tragico" non fosse "uno spettacolo degno di un virtuoso e benefico padre del suo popolo" promulgò una legge che vietava di innalzare palloni con fiamma libera in tutto il territorio del Lombardo-Veneto: è il primo atto di legislazione aeronautica della storia. Ben presto provvedimenti analoghi vengono emanati in altre parti d'Italia: il 12 aprile dalla Repubblica di Genova seguita, il giorno successivo, dal Granducato di Toscana e, nei mesi seguenti, da altri governi.
Il 15 aprile Francesco Pesaro, Procuratore di San Marco, fa volare un pallone a idrogeno non pilotato fatto costruire ai fratelli Zanchi, abili meccanici, probabilmente sotto la supervisione del grande aeronauta Francesco Zambeccari. L'evento è documentato in una tela di Francesco Guardi conservata al Friedrich Staatliche Museum di Berlino.
Il 15 maggio a Strasburgo, Francesco Saverio Adorna, pioniere dell'aerostatica nativo della Valle Vigezzo del quale però si hanno notizie sommarie, innalza una mongolfiera di 115.310 mc da lui stesso progettata e costruita insieme ai fratelli Enslin (o Enslen) e splendidamente decorata. Il volo, conclusosi malamente dopo pochi minuti con l'incendio del pallone ma fortunatamente senza gravi danni per Adorna ed il suo copilota, è il decimo in assoluto della storia. L'impresa è riportata dalla Gazzetta Universale di Firenze e in una cronaca tratta dal diario della nobildonna e scrittrice Henriette de Waldner, meglio nota come baronessa di Oberkirch. In seguito Adorna sembra abbia compiuto altre esperienze in altre capitali europee tra le quali forse il primo volo in Polonia (anche se gli storici lo attribuiscono al francese Blanchard). Secondo alcuni documenti Adorna avrebbe volato in pallone addirittura prima dei fratelli Montgolfier, ma l'attendibilità di queste notizie è assai dubbia.
Il 15 settembre il lucchese Vincenzo Lunardi, segretario dell'ambasciatore del Regno di Napoli a Londra, compie il primo volo umano in terra inglese con un pallone al cui progetto partecipa anche Francesco Zambeccari. Lunardi decolla da Londra davanti a 150.000 persone. Dopo questo primo volo Lunardi compie numerose altre ascensioni in terra britannica a Liverpool, Chester, Edinburgo, Kelso, Glasgow e York, diviene molto noto e viene ricevuto anche da re Giorgio III. Purtroppo, in seguito ad un incidente che provoca la morte di un membro del suo equipaggio, avvenuto il 19 settembre 1786 a Newcastle, viene travolto da critiche e polemiche e deve far ritorno sul continente.
Carlo Bettoni ne L'uomo volante per aria, per acqua e per terra, pubblicato a Venezia, ha forse per primo l'idea di ovalizzare la forma del pallone per renderlo dirigibile. Il suo aerostato fusiforme è il primo esempio di dirigibile di forma allungata che si conosca.

1785
Il 22 marzo, Francesco Zambeccari compie un ascensione in Gran Bretagna insieme all'ammiraglio Wernon raggiungendo la ragguardevole quota di 3050 metri.
Tiberio Cavallo pubblica The History and Practice of Aerostation che rappresenta il primo vero trattato scientifico generale di aerostatica e nel quale riporta la cronistoria delle prime esperienze di volo in pallone.

1788
L'8 luglio, dopo due voli falliti a Napoli e a Lucca, Vincenzo Lunardi riesce a far innalzare un pallone a idrogeno a Roma. Involontario "pilota" un tale Carletto Lucangeli, salito a bordo al posto di Lunardi, che non riusciva a far decollare l'aerostato forse a causa del peso eccessivo, per dimostrare che con il suo scarso peso il pallone si sarebbe alzato. Il volo si concluse fortunatamente senza danni e con gran successo di pubblico.

1789
Il 13 settembre Lunardi compie il primo volo a Napoli alla presenza del re Ferdinando IV e della consorte Maria Carolina d'Asburgo. Lunardi resta in volo per oltre un'ora salendo fino a circa seimila metri di quota. La lettera scritta ad un amico due giorni dopo rappresenta una delle primissime relazione aeronautiche della storia.

1791
Dopo un ascensione compiuta a Palermo e conclusasi con un fortunoso salvataggio in mare, il 24 agosto Lunardi tenta un secondo volo a Napoli: davanti ad uno scarso pubblico e con condizioni meteorologiche avverse Lunardi finisce nuovamente in mare al largo di Capri e viene tratto in salvo a stento. In seguito ad un nuovo sfortunato tentativo a Milano, Lunardi decide di abbandonare definitivamente l'Italia alla volta della penisola iberica.

1792
Dopo il fallito tentativo del fiorentino Vincenzo Barletti in giugno, nel mese di agosto a Madrid, Lunardi compie con successo la prima ascensione in terra spagnola a cui faranno seguito altri due voli sempre nello stesso mese. In seguito Lunardi compirà un'ascensione anche a Lisbona dove morirà di malattia nel 1799 senza aver ricevuto i riconoscimenti che avrebbe meritato.

1795
Il 16 luglio Giovanni Battista Luder compie la prima ascensione nella città di Firenze con il pallone commissionato ai fratelli Gerli da un certo signor Cavaciocchi.

1796
Un pallone appartenente al corpo degli aerostieri francesi, creato due anni prima, viene inviato in Italia e partecipa alla battaglia di Mantova.

1803
La notte del 7 ottobre Francesco Zambeccari, con i suoi allievi Pasquale Andreoli e Gaetano Grassetti, decolla a bordo di un'aero-mongolfiera. Dopo aver raggiunto una quota molto elevata i tre perdono conoscenza rischiando di morire ed evitano il naufragio nelle acque dell'Adriatico alleggerendo il pallone liberandosi di tutto quanto si trovava a bordo riprendendo quota per poi essere raccolti, ancora intontiti e semiassiderati, da un peschereccio nei pressi della costa istriana. Liberato dal peso dei suoi occupanti il pallone riprende quota finendo il suo volo in Bosnia. L'anno seguente Zambeccari sarà di nuovo protagonista di una disavventura del genere finendo in mare al largo di Comacchio.

1805
L'aeronauta francese Jacques Garnerin compie un'ascensione dal "campo di Marte" di Milano (poi Foro Bonaparte) alla presenza dell'imperatrice Giuseppina e di Napoleone Bonaparte che due giorni prima aveva ricevuto la corona di re d'Italia.

1807
Il 14 ottobre Pasquale Andreoli, allievo di Zambeccari, compie un'ascensione con un pallone a doppia camera decollando dall'Arena di Milano e raggiungendo la quota di 7.600 metri.

1808
Il 22 agosto ancora Pasquale Andreoli, insieme allo scienziato Carlo Brioschi, compie a Padova il primo volo in Italia a scopo esclusivamente scientifico. Secondo la relazione l'aerostato (un pallone ad aria calda) sarebbe arrivato alla quota di quasi 8300 metri. Nonostante sull'attendibilità di questo dato esistano notevoli perplessità, esso è rimasto il record di altitudine per palloni ad aria calda fino ad una trentina di anni fa.

1812
Il 21 novembre Francesco Zambeccari muore a causa dell'incendio del suo pallone ad aria calda e idrogeno provocato dal rovesciamento dell'alcol del fornello. Zambeccari è stato uno dei più illustri pionieri dell'aerostatica. Ingegnoso inventore, realizzò alcuni strumenti per misurare la tensione delle corde e per valutare le correnti atmosferiche. Utilizzò il guide rope utilizzato poi da tanti aeronauti.

1823
Vittorio Sarti, anche lui allievo di Zambeccari ma ingiustamente dimenticato (forse perché di mestiere faceva il sarto e il calzolaio) presenta un progetto di un velivolo più pesante dell'aria che si può considerare tra i precursori dell'elicottero. Sarti, che si distinguerà per gli studi sulle eliche, l'anno seguente farà volare con successo un modello in scala del suo "aero-veliero" ma la mancanza di fondi gli impedirà di realizzare la sua invenzione.

1824
Il 5 aprile Eufrasia Bernardi compie un volo vincolato all'Arena di Milano: è la prima donna aeronauta italiana. Secondo altri, invece, la prima italiana a volare con un pallone sarebbe stata una certa Claudia Lapi di cui non si sa assolutamente nulla a parte il nome riportato in una stampa celebrativa del 1830.

1838
Il milanese Giovanni Polli progetta un dirigibile a forma di pesce mosso da un motore elettrico. La mancanza di finanziatori impedirà la realizzazione del progetto, ma l'idea di utilizzare un propulsore elettrico sarà ripresa con risultati positivi nel 1883 in Francia dai fratelli Tissandier.

1844
Antonio Comaschi diviene notissimo in Turchia per i suoi voli da Costantinopoli prima di scomparire, l'anno seguente, tra le acque del Mar Nero.

1845
Il primo numero della prestigiosa rivista Scientific American riporta il geniale progetto di un aerostato-aliante ideato dal bolognese Muzio Muzzi. Si tratta di uno dei primi veri dirigibili o anche dei primi alianti. Muzzi aveva ideato anche due "proto-dirigibili" chiamati Nave aerortoploa e Nave rettiremiga. L'unico tentativo di volo, il 5 novembre 1831, era fallito per una lacerazione dell'involucro. Muzzi ispirò le ricerche di due geniali inventori: Joseph Pine e soprattutto Solomon Andrews, personaggio, quest'ultimo, che appare come un autentico precursore dell'aeronautica.
Antonio Comaschi, allievo di Francesco Zambeccari, compie a Istanbul una memorabile ascensione in occasione dei festeggiamenti per il matrimonio diMehmet Alì Pascià.

1848
Durante le "Cinque giornate di Milano" gli insorti fanno largo uso di piccoli aerostati di carta per lanciare volantini inneggianti alla rivolta, proclami e altro materiale di propaganda sulla città e sulla campagna circostante. Sul fronte opposto gli austriaci utilizzano dei palloni vincolati per trasmettere segnali telegrafici ottici.

1849
Nel corso dell'assedio di Venezia gli austriaci allestiscono un centinaio di piccoli palloni aerostatici recanti ognuno una bomba che, per mezzo di una miccia a tempo, avrebbe dovuto colpire la città. Il tentativo provocò notevole impressione sugli assediati anche se i danni furono quasi inesistenti: un solo ordigno cadde effettivamente su Venezia, mentre molti altri furono risospinti dal vento sopra chi li aveva lanciati. Si tratta comunque del primo esempio di bombardamento aereo della storia

1851
Giuseppe Tartini, dopo aver compiuto con successo numerose ascensioni in Svezia e in Polonia, diventando molto famoso, si inabissa al largo di Copenhagen.

1853
Il 27 novembre Luigi Piana, sperimentando un pallone a doppia camera ispirato ad un antico progetto dei fratelli Gerli, muore forse per ipossia durante un volo ad alta quota sopra Roma.

1859
Gli aerostati vengono utilizzati spesso durante le guerre di indipendenza italiane come, per esempio, durante l'assedio di Peschiera e a Milano, Solferino e Villafranca.

1873-1884
Pasquale Cordenons pubblica numerosi studi scientifici di aerodinamica e progetta diversi modelli di dirigibile. I suoi studi saranno alla base delle successive esperienze di Almerico da Schio.

1886
Antonio Vicini, in una lettera pubblicata l'11 aprile da L'illustrazione italiana rivendica il fatto di aver per primo ideato un dirigibile in tutto simile al "France" dei francesi Renard e Krebs che due anni prima avevano compiuto il primo circuito aereo chiuso a bordo di un dirigibile. Vicini dimostra che il "France" è direttamente ispirato al progetto da lui presentato in Italia nel 1874 e in Francia nel 1875 ma che non aveva potuto essere realizzato per mancanza di finanziatori.

1888
Per proseguire gli studi iniziati con Pasquale Cordenons, Almerico da Schio costituisce una società per la progettazione e la realizzazione di un dirigibile.
Negli ultimi anni dell'Ottocento l'acrobata e saltimbanco milanese Cirillo Steffanini, in arte "Stephenson", diventa famoso per le sue audaci evoluzioni al trapezio a bordo della mongolfiera Forza e Coraggio (caso unico in un secolo dominato dai palloni a gas).

1894
Maurizio Mario Moris compie le prime esperienze di volo con i palloni. In seguito, nei primi anni del Novecento, dopo il volo dei fratelli Wright, sarà tra i pochissimi in Italia a credere nel futuro dell'aviazione e nelle sue potenzialità militari e sarà il creatore dell'aviazione militare italiana.

1899
Nel suo libro La Stella Polare nel Mare Artico, il duca degli Abruzzi, Luigi Amedeo di Savoia, ipotizza l'impiego di piccoli palloni aerostatici per rendere più agevole il trasporto dell'attrezzatura necessaria per raggiungere il Polo Nord. Sulla Stella Polare, la nave utilizzata per la spedizione, saranno effettivamente imbarcati due palloni e l'occorrente per produrre l'idrogeno necessario per il gonfiaggio ma il tentativo di utilizzare i palloni non ebbe successo.

1905
Dopo aver superato innumerevoli problemi tecnici e costruttivi, difficoltà economiche, ostacoli e scetticismi, il 17 giugno l'Aeronave Italia progettata e realizzata da Almerico Da Schio compie il suo primo volo. E' il primo dirigibile realizzato nel nostro paese e per le sue caratteristiche e certe soluzioni adottate, come la carena elastica e gli "aeropiani", è anche il più avanzato costruito fino a questo momento. La prestigiosa rivista statunitense Scientific American dedicherà ampio spazio all'Italia nel numero pubblicato il 30 giugno dell'anno successivo.
Il 15 ottobre si svolge a Parigi il Grand Prix International, gara di distanza per palloni a gas a cui partecipano venti concorrenti. L'italiano Alfred Vonwiller si classifica sesto con la misura di 459 km.

1906
A Milano, a partire dal 1 maggio, in occasione della prima Esposisione aeronutica internazionale, vengono organizzate due competizioni per dirigibili e ben diciotto gare di diverso tipo per palloni a gas: lunga distanza, durata, minima distanza in un tempo stabilito, lunga distanza con sorvolo obbligato delle Alpi e atterraggio in un area predefinita, gare con decollo notturno. I palloni partecipanti sono oltre trenta. Per l'occasione viene allestito un "parco aerostatico" nell'area dell'attuale via Buonarroti. L'11 novembre, giornata conclusiva dell'Esposizione, Celestino Usuelli e Carlo Crespi, compiono la prima traversata delle Alpi da est e ovest. Decollati da Milano a bordo del pallone Città di Milano, sorvolano il Lago Maggiore, la Valle d'Aosta ed il Monte Bianco raggiungendo Aix-les-Bains dopo quattro ore di volo aggiudicandosi così il premio messo in palio dalla regina Margherita.
Il 2 giugno Celestino Usuelli compie un volo tra Milano e Ancona percorrendo 600 km. La trasvolata si conclude però tragicamente nell'Adriatico provocando la morte dei due compagni di volo di Usuelli.
Gli italiani Alfred Vonwiller ed Ettore Cianetti, a bordo del pallone Elfe si classificano al secondo posto nella prima edizione della Coupe Gordon Bennet, la più antica e la più gloriosa competizione aerostatica della storia che aveva preso il via il 30 settembre dai giardini delle Tuileries, a Parigi. E' il miglior risultato italiano di sempre nelle competizioni aerostatiche.
Il 28 dicembre ancora Usuelli compie un'ascensione salendo ad oltre 7000 metri di quota.

1907
Sul lago di Bracciano (Roma), in località Vigna di Valle, viene realizzato il Cantiere Sperimentale Aeronautico per la costruzione del primo dirigibile militare italiano progettato dai tenenti del Genio Gaetano Arturo Crocco e Ottavio Ricaldoni, collaboratori di Maurizio Mario Moris.
Il 2 giugno, durante un volo a Roma, il capitano Arnaldo Ulivelli muore nell'incendio del suo pallone causato da una scarica elettrostatica o da un fulmine. La tragedia suscita grande emozione nell'opinione pubblica, ma lo studio delle cause dell'incidente - probabilmente simile a quello in cui morì Pilatre de Rozier - permette di perfezionare la costruzione dei palloni proteggendoli dagli effetti delle cariche elettrostatiche.

1908
Il 3 ottobre sul lago di Bracciano vola per la prima volta l'N1, primo dirigibile semi-rigido con trave portante snodata e articolata (che lo rende facilmente smontabile e trasportabile) svilpuppato da Crocco e Ricaldoni perfezionando le esperienze realizzate da Almerico Da Schio. La data può essere considerata l'inizio dell'avventura dei dirigibili militari italiani. I due costruttori con il motorista Contin compiono quindici voli nel corso delo stesso mese, tra cui la "trasvolata" Vigna di Valle-Anguillara-Roma e ritorno (80 km), alla velocità media di 50 km/h e alla quota media di 500 metri. All'N1 seguiranno l'N1 bis e l'N1 ter, detto anche P1, che verrà impiegato anche in Cirenaica nel 1912. Crocco e Ricaldoni realizzeranno successivamente molti altri dirigibili. Il Cantiere Aeronautico di Vigna di Valle acuisterà via via maggiore importanza tanto da riceverà anche la visita del re Vittorio Emanuele III, mentre il consiglio comunale di Bracciano conferirà la cittadinanza onoraria a Moris, Crocco e Ricaldoni.

1909
Il 7 aprile l'Aeronave Italia di Almerico da Schio, pilotata da Ettore Cianetti e Domenico Piccoli, che avevano tra l'altro preso parte alle prime edizioni della Coupe Gordon Bennet con i palloni a gas, resta irrimediabilmente danneggiata a causa di un atterraggio d'emergenza ai piedi del monte Pasubio.
Guido Piacenza, alpinista ed esploratore, conquista il record italiano di altezza raggiungendo la quota di 9.200 m a bordo del pallone Albatros, un anno dopo aver compiuto la seconda traversata della Alpi da est a ovest.
Enrico Forlanini, grande personalità dell'aerostatica e dell'aeronautica mondiale, progettista di eccellenti dirigibili semirigidi, vola su Milano a bordo del "Leonardo Da Vinci", dirigibile di 3.260 mc spinto da un motore di 40 cv (potenza modesta oggi ma rilevante per l'epoca).
Mettendo a frutto la grande esperienza accumulata con i palloni sferici, Celestino Usuelli realizza il suo primo dirigibile, l'U1. L'aeronave purtroppo subisce gravi danni in atterraggio durante il volo da Brescia a Venezia. Nel mese di novembre Usuelli pubblica sulla rivista del Touring Club Italiano un lungo articolo intitolato Pericoli e manovre nelle ascensioni aeronautiche interessante per comprendere le tecniche e i problemi posti dal volo con i palloni a gas e con i dirigibili.

1910
Domenico Piccoli, raccogliendo l'eredità di Almerico da Schio, realizza il dirigibile Ausonia. Il 10 giugno l'aerostato resta però irrimediabilmente danneggiato a Mantova, alla vigilia del volo inaugurale, a causa del crollo dell'hangar che lo ospitava provocato da un violenyo temporale.
Il 14 settembre sul lago di Bracciano vola il dirigibile militare N2 che l'anno seguente, ribattezzato P2, prenderà parte alle operazioni militari in Libia durante la guerra italo-turca.
Guido Piacenza appronta un pallone per effettuare osservazioni della cometa di Halley e prelevare campioni dell'atmosfera ad alta quota. In questi stessi anni, in collaborazione con il fisiologo Angelo Mosso, studia il comportamento umano alle alte quote.
A Viareggio viene realizzata una originalissima teleferica in cui la forza per sollevare la cabina con i passeggeri veniva fornita da un pallone a idrogeno. L'apparecchio rimase in funzione per alcuni mesi fino a quando non fu distrutta da una violenta tempesta. La teleferica, l'unica di questo tipo mai costruita al mondo, era stata progettata dal capitano Frassinetti e dall'ingegner Porro Lodi di Milano.

1911
Il 19 gennaio il dirigibile Ausonia bis di Domenico Piccoli compie il primo volo libero e due giorni dopo sorvola il lago di Garda. In seguito compie numerosi voli in diverse città raggiungendo anche i 1000 metri di quota. In maggio il dirigibile viene acquistato acquistato dalla scuola di aviazione di Taliedo.
Guido Piacenza ottiene finalmente l'autorizzazione a compiere la traversata dell'Himalaya dal Kashmir al Nepal, un'impresa sognata da tempo. Il grande aeronauta deve però definitivamente abbandonare il progetto a causa delle fratture riportate in un incidente di volo. I piloti avrebbero utilizzato dei respiratori ad ossigeno, uno strumento realizzato solo qualche anno prima. Il progetto prevedeva inoltre l'impiego per la prima volta di un "pallone floscio" che avrebbe consentito la dilatazione dell'idrogeno in quota senza la perdita dello stesso come avveniva con i palloni a volume costante, una tecnica che sarebbe stata impiegata molti anni dopo per le grandi imprese di Auguste Piccard. Da notare che la traversata himalayana, limitatamente alla regione dell'Everest, è stata compiuta solo nel 1990.
Durante la guerra italo-turca per la conquista della Libia l'Italia utilizza il dirigibile N2 di Arturo Crocco, ribattezzato P2, per compiere ricognizioni su Tripoli effettuando anche i primi bombardamenti aerei della storia. Si tratta del primo effettivo impiego militare di un aeromobile.
Celestino Usuelli realizza il suo secondo dirigibile, l'U2, che vola per la prima volta l'11 novembre da Torino a Milano ma subirà però danni irreparabili durante il volo del 2 febbraio dell'anno successivo. In seguito Usuelli realizzerà l'U3, l'U3 bis, l'U4, la cui costruzione sarà diretta da Domenico Piccoli, e l'U5.

1912
Celestino Usuelli, in coppia con Aldo Finzi, si classifica decimo alla Coupe Gordon Bennet percorrendo la distanza di 1112 km in 28 ore, stabilendo il record italiano dell'epoca di distanza e durata.

1913
Il 17 agosto Enrico Forlanini vara il dirigibile F2 "Città di Milano" di 12.000 mc di volume mosso da due motori da 100 cv ciascuno.
Gli italiani Pastine e Benigni si classificano terzi alla Coupe Gordon Bennet.
Alla vigilia della Prima Guerra Mondiale l'Italia vanta una flotta di 12 dirigibili, inferiore solamente a quelle della Germania (21) e della Francia (18). Tra questi l'F3, l'F4 e l'F5 di Forlanini che tra il 1916 ed il 1918 verranno impiegati per bombardamenti notturni.

1919
Il 19 marzo a Ciampino compie il primo volo il dirigibile T34 realizzato da una società costituita da Usuelli, Crocco, Nobile e Prassone. Il T34 (T per "transatlantico" e 34 per il volume in migliaia di mc) è il più grande dirigibile semirigido costruito fino a questo momento. Il T34 compirà ventidue voli, tra cui uno notturno fino a Napoli ed un altro fino in Sicilia, fino al maggio 1921 quando sarà venduto alla Marina degli Stati Uniti che lo ribattezzerà Roma. Negli Usa l'aeronave compirà però solo quattro voli prima di precipitare per cause non imputabili alla progettazione, causando la morte di 34 delle 45 persone a bordo.
Il 4 aprile, due mesi soltanto dopo il primo esperimento di trasporto civile in aeroplano tra Berlino, Lipsia e Weimar, viene effettuato il primo servizio aerostatico civile in Italia sulla tratta Roma-Napoli con un dirigibile Forlanini semirigido di tipo M da 18.000 mc.

1920
L'equipaggio italiano Valle-Leone si classifica terzo alla Coupe Gordon Bennet con la distanza di 1450 km (secondo posto per durata del volo con 47 ore).
La Germania è costretta a cedere all'Italia, come risarcimento di guerra, uno dei suoi dirigibili più grandi, lo Zeppelin LZ90 (lungo ben 196 metri) che viene ribattezzato Ausonia in onore ed in memoria di Domenico Piccoli.

1924
Gli italiani Valle e Ilari giungono terzi alla Coupe Gordon Bennet.

1925
Ancora un terzo posto per l'Italia alla Coupe Gordon Bennet con l'equipaggio Valle-Paonessa.
L'Aeroclub di Norvegia incarica Umberto Nobile, uno dei più audaci e valorosi aeronauti ed esploratori italiani, da poco rientrato dagli Usa dove aveva lavorato alla progettazione e alla costruzione di grandi dirigibili, di ideare e realizzare un'aeronave in grado di compiere la travolata dell'Artico al comando del grande esploratore Roald Amundsen. Il dirigibile, un semirigido di 19000 mc per 106 m di lunghezza, mosso da tre motori da 250 cv ciascuno, sarà realizzato in Italia e verrà battezzato N1 "Norge".

1926
Il 6 aprile il brillante progettista e aeronauta Celestino Usuelli muore prematuramente in un incidente automobilistico.
Il 10 aprile il Norge salpa alla volta della Norvegia dopo aver compiuto diversi voli di collaudo nelle settimane precedenti. L'11 maggio, con a bordo Amundsen, Ellsworth, Nobile e l'inseparabile cagnetta Titina, insieme ad altre 13 persone, decolla dalla Baia del Re, alle isole Svalbard. Alle ore 1,30 del 12 maggio, l'aeronave pilotata da Nobile sorvola il Polo Nord per proseguire poi per l'Alaska dove atterrerà alle 7,30 del 13. E' il primo utilizzo di un dirigibile per scopi scientifici ed esplorativi. Le verifiche compiute in anni recenti grazie alle moderne strumentazioni hanno permesso di stabilire, contrariamente a quanto si era sempre pensato, che non Byrd, né Peary, ma Nobile, Amundsen e i loro compagni sono stati i primi a raggiungere i 90° di latitudine nord così come il Norge è stata la prima macchina volante a sorvolare il Polo Nord, un'impresa che non sarebbe riuscita in seguito nemmeno ai giganti tedeschi e americani.

1928
Il 24 maggio Nobile, al comando di una spedizione interamente italiana, raggiunge nuovamente il Polo Nord con il dirigibile N4 "Italia". Il peggiorare delle condizioni meteo impedisce però l'atterraggio e l'effettuazione dei rilievi e degli esperimenti scientifici previsti. Durante il viaggio di ritorno, dopo aver resistito per un giorno e mezzo alla tempesta, l'aeronave precipita sul pack alle 10,33 del 25 maggio. Inizia la terribile odissea dei sopravvissuti della "tenda rossa". Il 3 giugno viene captato il segnale di soccorso inviato dal radiotelegrafista Giuseppe Biagi: prende il via una gigantesca operazione di soccorso multinazionale che costerà la vita a diversi aviatori, tra cui lo stesso Amundsen. Il 19 giugno i superstiti dell'Italia vengono localizzati dal tenente colonnello Umberto Maddalena in volo con il suo idrovolante. Nobile viene tratto in salvo per primo il 24 giugno, pare in base ad ordini arrivati direttamente da Mussolini, mentre i suoi compagni ancora in vita dovranno aspettare fino al 12 luglio. La tragedia segnerà per sempre la vita di Nobile che, a dispetto delle ingenerose accuse e dei sospetti che hanno macchiato la sua fama, resta uno dei più grandi aeronauti ed esploratori italiani, oltre che progettista di valore assoluto.

1929
Il 5 marzo la commissione d'inchiesta sul disastro dell'Italia conclude i suoi lavori censurando il comportamento di Nobile che, amareggiato, si dimette dalla Regia Aeronautica e si traferisce all'estero, in Francia e Russia, dove dirigerà altre spedizioni polari per nave e dove, tra il 1932 ed il 1936 progetterà e costruirà vari dirigibili tra cui il V6, che nel 1937, al comando di un pilota suo allievo, volerà da Mosca ad Arcangelo senza scalo per 130 ore stabilendo il record mondiale assoluto di durata. Dopo un breve rientro in Italia, Nobile si traferirà negli Usa per insegnare ingegneria aeronautica a Chicago. Rientrerà definitivamente in Italia nel 1943, dopo la caduta del Fascismo.

1931
L'11 giugno, nove mesi dopo la sua morte, viene varato il capolavoro di Enrico Forlanini, il dirigibile F7 "Omnia Dir" (cioè "tutte le direzioni"). L'aerostato si distinse per le innovative soluzioni tecniche tra cui le valvole "a reazione" che gli conferivano una eccezionale maneggevolezza e manovrabilità. Qualche decennio dopo il modulo lunare LEM del programma Apollo utilizzerà un analogo sistema di manovra.

La rinascita del volo aerostatico in Italia

1963
L'avvocato milanese Franco Segré, che aveva volato per la prima volta in pallone nel 1924, ottiene la licenza n.126 dall'Ufficio federale svizzero dell'aviazione civile: è il primo italiano a conseguire il brevetto di pilota di pallone. Comincia quindi a compiere voli in pallone a gas e, negli anni successivi, volerà anche con i palloni ad aria calda partecipando a manifestazioni e raduni in Italia e all'estero. Più o meno nello stesso periodo anche Enzo Cisaro comincia a volare in pallone a gas con un brevetto svizzero e successivamente anche in mongolfiera. Segré e Cisaro possono essere considerati gli artefici della rinascita del volo aerostatico in Italia.

1969
Il 3 luglio Franco Segré compie la trasvolata solitaria delle Alpi decollando dalla località svizzera di Mürren, dov'è in corso un raduno aerostatico, e atterra successivamente a Morzine, in Francia.

1970
Franco Segré importa la prima mongolfiera moderna in Italia. Si tratta di un pallone Brighton MAB III costruito in Inghilterra e immatricolato come G-AWJB. In seguito lo stesso pallone sarà reimmatricolato in Svizzera come HB-BOU. Il pallone verrà poi rubato e Segré, nel 1973, acquisterà allora un Cameron tipo O-65, battezzato "Viva Verdi" e immatricolato G-BAIC, caratterizzato dall'involucro a grandi scacchi bianchi, rossi e verdi. Secondo altre testimonianze, quest'ultimo pallone, sarebbe invece il primo acquistato da Segré. La ricostruzione delle vicissitudini di questi palloni appare lacunosa e a tratti contraddittoria a causa della scarsità di documenti e delle carenze della normativa dell'epoca in materia di aerostatica, cosa che rende piuttosto complicato ricostruire con precisione i fatti.

1972
Piero Porati, scultore e pilota di aerei da turismo, consegue il brevetto inglese di pilotaggio di palloni ad aria calda.

1973
Franco Segré, insieme al pilota inglese T.A. Adams, partecipa, unico italiano, alla prima edizione dei campionati mondiali per palloni ad aria calda che si svolgono ad Albuquerque (New Mexico, USA) nell'ambito della seconda edizione della International Balloon Fiesta giungendo 31° su 32 concorrenti.

1974
Porati e Segré, con Ines Facchin e altri appassionati, fondano a Carate Brianza il Primo Gruppo Aerostatico Italiano.

1975
In aprile Porati importa in Italia un pallone ad aria calda della Thunder&Colt, immatricolato G-BOBA e battezzato Brianza Uno a grandi strisce verticale verdi, bianche e rosse.
Fred Jones, detto il Barone Blu, compie in Italia un'impresa originale: vola per 150 km raggiungendo quasi 6000 m di quota, da Bolzano all'Alpe di Siusi, appeso a 450 palloncini realizzati da un produttore di Bologna.

1977
Il brevetto di volo conseguito da Piero Porati nel Regno Unito viene finalmente riconosciuto anche dalle autorità aeronautiche italiane ed è, dunque, la prima licenza di pilota di pallone rilasciata nel nostro paese.

1979
Durante il primo raduno invernale di Chateau D'Oex, Porati vince le gare di distanza e di precisione aggidicandosi il premio messo in palio dall'attore David Niven, primo presidente del club aerostatico di Chateau D'Oex.
L’ingegner Gallo Orsi, presidente dell'Aeroclub di Levaldigi (Cuneo), durante un viaggio in Gran Bretagna acquista una mongolfiera che importa nel nostro paese e, affrontando non poche difficoltà burocratiche dovute alla mancanza di una normativa che riconosca questo tipo di aeromobili, riesce a immatricolare in Italia per la prima volta una mongolfiera che riceve le marche I-SLZO.

1980
L'Aeroclub di Levaldigi ospita Tom Sage, istruttore e co-fondatore della Cameron Balloons di Bristol. Grazie alla sua presenza e insieme ai piloti Giovanni Aimo e Paolo Contegiacomo, che l'anno precedente avevano conseguito l’abilitazione inglese e che negli anni seguenti diverranno due vere e proprie "colonne" dello sviluppo dell'aerostatica italiana, nasce l'embrione della prima scuola di pilotaggio di palloni ad aria calda nel nostro paese.

1981
Il 21 giugno si tiene a Milano quello che molto probabilmente può essere considerato il primo raduno italiano di palloni ad aria calda: una decina di mongolfiere decollano dal Parco Sempione e sorvolano la città.

1982
Per onorare l'attività di Piero Porati l'amministrazione comunale decide di proclamare Carate Brianza "Città della mongolfiera".

1983
A Milano si svolge un raduno aerostatico per celebrare il duecentesimo anniversario del primo volo umano.

1984
A Brugherio si tiene un raduno aerostatico per celebrare il duecentesimo anniversario del primo volo in pallone compiuto in Italia ad opera del Conte Paolo Andreani e dei fratelli Gerli.
Lucca celebra il bicentenario del primo volo del concittadino Vincenzo Lunardi, il primo compiuto in Gran Bretagna, con un raduno aerostatico che si tiene all'ex-campo Balilla.

1987
A Fragneto Monforte, in provincia di Benevento, si tiene la prima edizione del più antico e longevo raduno aerostatico italiano dell'era moderna che si svolge regolarmente ancora oggi.

1988
A Scandiano, in provincia di Reggio Emilia, si tiene il primo campionato italiano di volo in mongolfiera al quale prendono parte otto piloti. Il titolo viene vinto da Paolo Barbieri.
Piero Porati importa per la prima volta in Italia un dirigibile ad aria calda.

1989
Ad Alessandria si svolge il raduno internazionale "Cacharel pour l'homme" che per la prima volta in Italia riunisce ben quaranta mongolfiere provenienti da tutta Europa.
Alessandra Benso è la prima pilota in Italia a conseguire l’abilitazione di istruttore.

1989-1993
I fratelli Castiglioni, documentaristi e archeologi, costruttori del Dragon Fly, primo elicottero ultraleggero, utilizzano piccoli aerostati per effettuare foto aeree nel corso di una campagna archeologica in Sudan. In questo modo vengono individuate le rovine dell'antica città di Berenice, una delle più importanti scoperte archeologiche del '900, rimaste per un millennio semisepolte dalle sabbie del deserto e invisibili da terra.

1993
Il pilota Paolo Barbieri organizza il primo corso di formazione per "observer" (commissari di gara) in Italia.

1994
Al campionato italiano di volo in mongolfiera che si svolge a Reggio Emilia vengono impiegati per la prima volta "observer" italiani.
Dalle pagine del suo Taccuino Aerostatico Cesare Gardini lancia formalmente la proposta di creare una federazione italiana dell'aerostatica raccogliendo subito molte adesioni.
Achille Lugli, con il suo pallone Cameron Viva 77 Reggiana Riduttori, in coppia con il giornalista e fotografo Marco Majrani, ventun'anni dopo la partecipazione di Franco Segré, è il primo italiano a partecipare alla Albuquerque International Balloon Fiesta, il raduno più importante del mondo. Dopo essere stato in testa alla classifica in due delle quattro giornate di gara, manca per un soffio la vittoria finale a causa dell'incredibile smarrimento da parte della giuria di un marker lanciato pefettamente sul bersaglio nel corso della terza giornata di gara.
In ottobre a Civitella del Tronto nasce la Associazione realizzatori italiani di aerostati (Aria), la prima e unica associazione in Italia ed in Europa che riunisce gli appassionati e i continuatori della tradizione delle "mongolfiere di carta". Negli anni successivi sarà riconosciuta anche dalla Fédération Aéronautique Internationale.

1996
Aosta ospita la quinta edizione del campionato mondiale per dirigibili ad aria calda.
Ai campionati europei di volo in mongolfiera di Schielleiten (Austria) fanno il loro esordio alcuni "observer" italiani: è la prima volta che commissari di gara italiani partecipano ad un evento internazionale.
Terza presenza italiana alla Albuquerque International Balloon Fiesta: si tratta di quella di Leon-Dino Zingales che partecipa con la figlia Federica.
Il 10 ottobre, in un incidente stradale, muore prematuramente Paolo Contegiacomo, figura di spicco dell'aerostatica italiana che con Giovanni Aimo è stato uno degli artefici della rinascita del volo in mongolfiera in Italia.
In dicembre, per iniziativa della contessa Maria Fede Caproni, presso il Museo dell'Aeronautica "G.Caproni" di Trento, si tiene la prima conferenza nazionale per l'aerostatica. In questa occasione si gettano le basi per creazione di una federazione sportiva aerostatica.

1997
In marzo viene fondata la Federazione Italiana di Aerostatica (FITA) con lo scopo di promuovere, sostenere e diffondere l'attività sportiva e la cultura aerostatica in tutte le sue forme nel nostro paese.

1998
Il grande aeronauta italiano Vincenzo Lunardi è ammesso nella "Hall of Fame" istituita dalla Commissione Internazionale per l'Aerostatica della Federazione Aeronautica Internazionale. E' il primo, e per ora (2013) unico, italiano a cui è stato concesso questo presigioso riconoscimento.

1999
Il 20 febbraio, Sergio Maron, di professione pilota Alitalia, compie la traversata dell'Adriatico a bordo di un pallone Cameron 105 da 3200 mc, decollando da Venezia e atterrando a sud di Trieste dopo un volo di 5 ore e 10 minuti. Maron compie il volo in compagnia di un secondo pallone pilotato dallo sloveno Grega Trcek. Se si escludono gli sfortunati tentativi di Celestino Usuelli nel 1906, la traversata dell'Adriatico non era più stata tentata dal 1803, quando Francesco Zambeccari vi fece naufragio per due volte.
In marzo, il Breitling Orbiter III, pilotato da Bertrand Piccard e Brian Jones, compie il primo giro del mondo in pallone senza scalo. Le valvole ed i bruciatori utilizzati sull’aerostato vengono realizzati grazie alle esperienze di Paolo Bonanno, pilota pluricampione italiano, che da anni progetta e costruisce questi apparati per la Cameron Balloons di Bristol, la più importante casa costruttrice di aerostati del mondo.
In estate il pilota aostano Nello Charbonnier partecipa ad una spedizione durante la quale alcune mongolfiere volano esattamente in corrispondenza del Polo Nord geografico.

2001
Il campionato italiano di volo in mongolfiera, che si tiene a Terni, per la prima volta ha un direttore di gara italiano: si tratta di Lorena Morlini, responsabile nazionale dei commissari di gara (observer).
A Terni viene messo in palio il "Premio Caproni", offerto dalla contessa Maria Fede Caproni, presidente onoraria della FITA, che sarà assegnato al primo pilota che si aggiudicherà tre titoli nazionali a partire dall'istituzione del premio.
Mondovì è la prima città in Italia a dotarsi di una mongolfiera con il proprio nome ed il proprio simbolo.
Nasce Aerostati.It, il sito dell'aerostatica italiana.

2002
Dopo un periodo di crisi e di assenza di iniziative la FITA viene riorganizzata con l’adozione di un nuovo Statuto. Negli anni successivi la Federazione parteciperà attivamente al rinnovamento dell'Aeroclub d'Italia e di tutto il mondo sportivo aeronautico italiano puntando al riconoscimento della realtà storica, culturale e sportiva dell'aerostatica italiana e quindi del ruolo e della funzione della Federazione.

2005
A conclusione del lungo processo di riorganizzazione di tutto il mondo sportivo aeronautico l’Aero Club d’Italia riconosce ufficialmente la FITA come rappresentante dell’aerostatica italiana. Rappresentanti della Federazione entrano negli organi statutari dell’AeCI.
In giugno a Mondovì nasce il primo aeroclub monospecialità dedicato all’aerostatica in Italia.

2006
Viene fondata l'Associazione Giudici Italiani di Aerostatica (AGIA) che riunisce giudici, observer ed ufficiali di gara dell'aerostatica raccogliendo l'eredità e l'esperienza del Coordinamento Observer Italiani.

2007
Primo decennale di fondazione della Federazione Italiana di Aerostatica.
In aprile a Mondovì viene inaugurato il "Porto aerostatico", una struttura unica nel suo genere non solo in Italia, base permanente per l'attività aerostatica e le manifestazioni che si svolgono nel Monregalese.
Torino viene scelta dalla FAI come città organizzatrice delle terza edizione dei World Air Games che si svolgeranno nel 2009: dopo le Olimpiadi invernali il capoluogo piemontese sarà dunque la sede delle Olimpiadi degli sport aeronautici. Le gare di aerostatica si svolgeranno a Mondovì.

2008
In giugno, a Sanpietroburgo, Pietro Contegiacomo si classifica quinto all'8° campionato del mondo per dirigibili ad aria calda: è il miglior risultato italiano di sempre nelle competizioni aerostatiche di prima categoria.

2009
Dal 6 al 14 luglio l'Italia ospita la terza edizione dei World Air Games. Sede principale dell'evento è Torino. Mondovì ed il suo "Porto aerostatico" ospitano le gare di volo in mongolfiera. 28 i piloti in gara in rappresentanza di 21 Paesi. Vince il tedesco Sven Goehler davanti al connazionale Uwe Schneider, numero 1 del ranking internazionale, e allo statunitense Joe Heartsill. L'italiano Igor Charbonnier, dopo essere stato per tutta la competizione ai primi posti della classifica, è costretto a terra da un problema tecnico nel corso del penultimo volo e perde così punti preziosi. Finisce all'ottavo posto che rappresenta comunque il miglior piazzamento italiano in una competizione internazionale di prima categoria per palloni ad aria calda.

2010
Pietro Contegiacomo conquista la medaglia di bronzo ai Campionati mondiali per digibili ad aria calda che si svolgono dal 13 al 18 luglio a Dole in Francia. Si tratta in assoluto del miglior piazzamento italiano ad un campionato internazionale nell'era moderna dell'aerostatica (primato già conseguito da Contegiacomo con il quinto posto ai precedenti mondiali svoltisi nel 2008 a San Pietroburgo).

2011
Pietro Contegiacomo è il terzo miglior pilota del mondo di dirigibili ad aria calda secondo la World Airship Pilots Ranking List della FAI.
Uno speciale pallone a gas realizzato e comandato da Enzo Cisaro compie diverse ascensioni alle Isole Svalbard, nel Mar Glaciale Artico, nell'ambito di una serie di esperimenti scientifici condotti da ricercatori dell Facoltà di Scienze dell'Ambiente e del Territorio dell'Università di Milano.
Igor Charbonnier con la sua terza vittoria al campionato italiano di mongolfiera, che si svolge a Mantova, e si aggiudica definitivamente il Premio Caproni.
Mirko Marangoni, alla sua prima partecipazione al campionato italiano, vince il Trofeo Aerostati.It istituito per celebrare il decennale del sito internet.

2012
Il 26 gennaio, a causa di una malattia, scompare prematuramente Lorena Morlini, figura molto importante per tutta l'aerostatica italiana. Tra i primi observer del nostro Paese, ha promosso la nascita del "Coordinamento observer italiani" e poi dell'"Associazione giudici italiani di aerostatica" ed è stata per vari anni "chief observer" nazionale. Tra il 2001 e il 2007 ha diretto varie volte il campionato italiano di mongolfiera stesso stabilendo due significativi primati: essere il primo direttore di gara italiano ed uno dei pochi direttori donna al mondo.

2013
In giugno entra in vigore il nuovo statuto dell'Aero Club d'Italia. In conseguenza di ció la Federazione Italiana di Aerostatica cessa di esistere e al suo posto subentra la Sottocommissione Tecnica di Specialitá (Sts) per l'aerostatica.
Enzo Cisaro e Giovanni Aimo partecipano alla 57a Coppa Gordon Bennett: 79 anni dopo l'ultima parecipazione, l'Italia è di nuovo presente alla piú antica e prestigiosa competizione internazionale di aerostatica. Dopo un buon avvio il drastico e veloce peggioramento delle condizioni meteo costringe ITA-1 ad atterrare dopo soli 93 km di volo: alla fine gli italiani saranno 14esimi su 18 equipaggi partecipanti.

Ultimo aggiornamento: dicembre 2013


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