Grandi personaggi
Vincenzo Lunardi (1759 - 1799)
Vincenzo Lunardi nacque a Lucca l'11 gennaio 1759 e, dopo avere trascorso l’infanzia nelle Indie orientali, ancora relativamente giovane divenne segretario del principe Caramanico, ambasciatore del Regno di Napoli in Inghilterra. E' ricordato come autore della prima ascensione in pallone in Gran Bretagna compiuta nella località di Moorfields, nei pressi di Londra, il 15 settembre 1784 alla presenza del principe di Galles. Fu questa la prima di una serie di ascensioni in terra britannica che resero l'aeronauta italiano molto noto e lo portarono anche al cospetto di re Giorgio III. Costretto in seguito a lasciare la Gran Bretagna a causa di un grave incidente di volo proseguì la sua attività in prima in Italia e poi in Spagna e in Portogallo. Lunardi deve essere considerato a tutti gli effetti una delle più importanti personalità nella storia dell'aerostatica di tutti i tempi e di tutti i paesi.
All'epoca del suo soggiorno inglese Lunardi era un giovanotto brillante, di bell’aspetto, amante del buon vivere e ben introdotto nella buona società londinese. I successi degli aeronauti francesi in quegli anni erano un soggetto abituale di conversazioni nei salotti alla moda. Lunardi pensò che realizzare un’impresa analoga per primo in Gran Bretagna lo avrebbe reso famoso e decise quindi di tentare. Consapevole della sua mancanza di conoscenze in campo aeronautico, coinvolse uno dei suoi amici, George Biggin, che godeva fama di essere un patrono delle arti. Nel frattempo però qualcun altro aveva avuto la stessa idea: il francese De Morel, per esempio, tentò il primo volo in terrra britannica con un bizzarro aerostato ad aria calda a forma di tempio cinese. L’ascensione non ebbe fortuna e gli spettatori, delusi ed infuriati per aver sprecato i loro soldi, distrussero la mongolfiera e provocarono danni anche in alcune proprietà vicine. E meglio non andò all’inglese John Sheldon che danneggiò gravemente il suo pallone in un volo frenato e decise perciò di rinunciare all’impresa.
Lunardi si preoccupò prima di tutto della scelta del luogo adatto per il decollo e cercò di ottenere l'uso di un terreno di proprietà dell'ospedale di Chelsea. Visti però i precedenti di De Morel e Sheldon la direzione dell'ospedale rifiutò la proposta. Intervenne allora sir Watkin Lewis, comandante di artiglieria, che superando le resistenze ufficiali riuscì a far mettere a disposizione di Lunardi il campo di addestramento militare di Moorfields, a nord di Londra, a condizione che fosse depositata una cauzione di 500 sterline per risarcire gli eventuali danni e che fossero donate 100 sterline a favore della famiglia di un ufficiale deceduto in quel periodo.
Una volta trovato il terreno per il decollo, Lunardi proseguì nell'impresa passando alla progettazione del pallone. Decise di costruire un pallone a idrogeno del tipo di quello realizzato in Francia da Jacques Charles. L'involucro del pallone di Lunardi, realizzato in seta oliata, aveva un diametro di circa 12 metri ed un volume di 570 mc. L'aerostato, assai stranamente, non era dotato di una valvola sulla parte superiore cosa che lo rendeva abbastanza pericoloso e assai difficile da maneggiare.
L'ascensione avvenne nel primo pomeriggio del 15 settembre 1784. Il riempimento dell'involucro prese tutta la notte ed il mattino precedente e fu diretta dal chimico George Fordyce che era stato incaricato anche di realizzare l'apparecchiatura per la produzione dell'idrogeno.
Le cronache narrano di oltre centomila spettatori impazienti convenuti a Moorfileds per seguire l'impresa. Tra di essi vi era, ospite d'onore, il Principe di Galles: quando l'aerostato cominciò ad alzarsi, seguito con stupore dalla folla, egli si levò il cappello in segno di rispetto e fu subito imitato da tutti i presenti che assistettero poi al decollo in silenzio con un misto di timore e di scetticismo.
Lunardi prese posto nella navicella insieme ad un cane, ad un gatto e ad un piccione. Secondo i calcoli compiuti dall'aeronauta italiano il pallone salì ad una quota di circa 4 miglia (circa 6500 metri). E' probabile che questa stima sia sbagliata, ma è certo che il gatto soffrì per il freddo tanto che Lunardi atterrò per liberarlo e riprese quindi il volo che durò in tutto due ore ed un quarto. L'atterraggio avvenne a Ware una località dell'Hertfordshire. Gli impauriti abitanti del luogo in un primo tempo si rifiutarono di avvicinarsi a quella "diavoleria" fino a quando una ragazza, forse affascinata da quel giovane ed elegante gentleman disceso dal cielo a bordo di quel grazioso aerostato a strisce rosse e blu, prese una delle funi di manovra presto seguita, seppure con qualche timore, dagli altri presenti. Sul luogo dell'atterraggio ancora oggi un cippo ricorda l'avvenimento. L'impresa diede a Lunardi un'immensa popolarità e ne fece un eroe tanto che anche il re Giorgio III volle conoscerlo.
Il felice esito di questa prima ascensione spinse Lunardi a ripetere l'esperienza con aerostati più grandi e meglio costruiti. In occasione del suo secondo volo, il 13 maggio 1785, sempre con decollo da Moorfields, egli decise di decorare l'involucro con un'enorme "Union Jack" per testimoniare il suo rispetto e la sua devozione per la Gran Bretagna e per tutto quello cui si riferisce la parola "Britannico". In questa occasione avrebbe dovuto essere accompagnato dall'amico Gerorge Biggin e dall'attrice Letitia Sage, ma il peso eccessivo obbligò Lunardi a decollare da solo. Il fedele Biggin fu ricompensato finalmente il 29 giugno dello stesso anno quando potè volare insieme alla Sage che divenne per questo la prima donna britannica a volare, cosa per la quale amò essere appellata e ricordata per il resto della sua vita.
Le fortune aerostatiche di Lunardi in terra inglese ebbero bruscamente fine nell'agosto del 1786 quando un tragico incidente provocò la morte di un suo giovane asistente. Durante la preparazione di un ascensione a Newcastle upon Tyne, infatti, Ralph Heron rimase impigliato in una fune di manovra e fu trascinato in alto durante le fasi di gonfiaggio del pallone. La corda si spezzò ed il malcapitato ricadde al suolo morendo sul colpo. Lunardi non era ovviamente responsabile dell'incidente ma il favore di cui aveva goduto fino a quel momento si tramutò in breve in un sentimento di disapprovazione e di accusa che lo spinsero a lasciare definitivamente l'Inghilterra e a tornare sul continente per proseguire le sue ascensioni.
In Italia inizialmente Lunardi non ebbe gran fortuna: i suoi primi esperimenti a Napoli e a Lucca, infatti, fallirono. La notorietà gli venne dall'ascensione organizzata a Roma l'8 luglio 1788 nei pressi del Mausoleo di Augusto. L'aerostato a idrogeno di Lunardi, denominato "lunardiera", presentava alcune innovazioni rispetto alla "charlière" del francese Jacques Charles: aveva una forma a pera ed un anello di sospensione che tratteneva la rete sotto l'involucro collegandola ad una tavola tonda sulla quale trovava posto il pilota. A causa di alcuni problemi il pallone ebbe difficoltà a decollare provocando il malumore del folto pubblico pagante presente all'evento. Nell'andirivieni di gente che cercava di risolvere il problema avvenne che un certo Carlo Lucangeli salisse a bordo: un improvviso colpo di vento o un errore di manovra o forse una malizia dello stesso Lunardi ed il pallone prese finalmente il volo portandosi via il malcapitato tra le ovazioni degli spettatori. Dopo un quarto d'ora il povero aeronauta involontario atterrò, attonito e spaventato ma senza danni, in un orto nei pressi di via Urbana, non molto distante da dove era partito. Il fatto ebbe grande risonanza, diede popolarità a Lunardi, e suscitò l'interesse di poeti e letterati ma fu anche il bersaglio di una caustica "pasquinata": "Restò Lunardi a terra come un ciuccio e andò con Giove a ragionar Carluccio".
In seguito Lunardi fu nuovamente a Napoli dove ebbe modo di esibirsi anche davanti al re Ferdinando IV e alla consorte Maria Carolina d'Asburgo il 13 settembre 1789. In occasione di questa ascensione, durata un'ora e un quarto durante la quale salì fino a circa seimila metri di quota, scrisse una lettera ad un amico in cui fece una completa relazione che può essere considerata uno dei primi rapporti di volo della storia.
Successivamente si recò a Palermo (dove finì in mare, senza danni, a circa trenta chilometri dal punto di decollo dopo quasi due ore di volo) per poi tornare a Napoli. I pochi spettatori presenti a questa seconda ascensione partenopea non consentirono a Lunardi di rifarsi delle ingenti spese che aveva sostenuto per la sua realizzazione. Nonostante le avverse condizioni atmosferiche l'ardimentoso aeronauta prese ugualmente il volo per finire dopo circa due ore in mare al largo di Capri ed essere salvato fortunosamente da alcuni marinai mandati dal re Ferdinando. Non migliore fortuna ebbe poi a Milano cosicché Lunardi decise di lasciare l'Italia alla volta della Spagna e del Portogallo. Qui compì tre fortunate ascensioni a Madrid e a Lisbona.
E proprio nella capitale portoghese, nel convento dei Cappuccini italiani, Vincenzo Lunardi morì di malattia nel 1799, appena quarantenne, senza aver ottenuto i riconoscimenti che meritava e che gli saranno finalmente attribuiti solo molti decenni dopo.
"Sappiano i posteri e stupiscano che il 15 settembre 1784 Vincenzo Lunardi da Lucca in Toscana, primo viaggiatore aereo in Gran Bretagna, si innalzò dall'Artillery Ground e attraversò la Regione dei Venti per due ore e quindici minuti. Questo monumento ricorderà questa grande impresa consentita dalla forza della chimica e dal coraggio dell'uomo... per eterna gloria"
Iscrizione sul cippo che ricorda il primo volo in terra inglese compiuto da Vincenzo Lunardi il 15 settembre 1784
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