Brevi cenni di meteorologia
L'atmosfera, cioè lo strato di gas che avvolge la Terra, è la sede di tutti i fenomeni meteorologici. Essa è costituita da una miscela di gas formata per la maggior parte di azoto (78%), oltre a ossigeno (21%) e vari gas detti "rari" (1% complessivo).
Nell'atmosfera sono presenti anche polveri e particelle di vario tipo che hanno una grande importanza nella formazione delle precipitazioni (piogia, neve, grandine).
La parte di atmosfera che riguarda il volo aerostatico è la cosiddetta "troposfera" che va dal suolo a circa 11000 m. di altezza. In questa fascia hanno luogo tutti quei fenomeni che ci toccano da vicino come il vento, le nuvole, le precipitazioni.
Il tempo atmosferico è certamente uno dei fenomeni più complessi presenti in natura. Chiunque di noi, pur senza avere alcuna nozione in materia, sa quanto variabili siano le condizioni atmosferiche anche nel corso di una stessa giornata e impara a conoscere le caratteristiche meteorologiche tipiche della propria zona fino a poter azzardare previsioni sulla base di fenomeni caratteristici.
La meteorologia, cioè la disciplina che studia i fenomeni atmosferici, pur basandosi sul metodo scientifico e utilizzando strumenti frutto della ricerca tecnologoca più avanzata, non è una scienza esatta in senso stretto, nel senso che anche se oggi esse sono molto affidabili (almeno entro le 24/36 ore) si continua a parlare di "previsioni" del tempo.
Il volo in pallone libero richiede la conoscenza una serie di nozioni che consentono di comprendere la situazione meteorologica e di interpretare le mappe e le informazioni fornite dai servizi di previsione. E' necessaria inoltre la conoscenza del luogo dove si vola e delle sue caratteristiche meteorologiche tipiche. Per i piloti di pallone i fenomeni più importanti da conoscere e tenere in considerazione sono certamente la pressione atmosferica, il vento e le turbolenze e le nubi.
Nessun pilota degno di questo nome decolla senza conoscere il bollettino meteo e senza verificare personalmente le condizioni presenti nell'area di volo prevista. Per questo motivo in ogni raduno aerostatico è presente un servizio meteo ed è previsto un apposito briefing prima di ogni decollo.
Il vento
Il vento è il fenomeno più importante per un pilota di aerostato. Il vento, infatti, è il "motore" di una mongolfiera o di un pallone a gas, ma allo stesso tempo è anche il suo "freno" e, soprattutto, il suo "timone". Il vento è dato dall'aria che si muove e questo movimento è determinato dalle differenze di pressione e di temperatura tra le varie zone della superficie terrestre. A questi due fattori si aggiunge poi la rotazione della Terra. Tutti questi elementi determinano la formazione e l'andamento dei venti a livello generale e in ambito locale.
Per definire il vento si indica sempre la direzione di provenienza. Normalmente la velocotà del vento aumenta con la quota. La velocità del vento può essere espressa in mentri al secondo (m/s), kilometri all'ora (kmh) o nodi (kt; un nodo equivale a un miglio nautico al'ora, un miglio nautico è uguale a 1852 metri). Lo strumento che misura la velocità del vento è detto anemometro. In base alla sua intensità il vento è classificato secondo la "scala di Beaufort" in dodici gradi: dal vento "forza 1" (0-0,5 m/s) che equivale alla "calma di vento" fino al vento "forza 12" (più di 29 m/s, cioè oltre 100 kmh) che indica l'uragano.
L'aria tende a muoversi da una zone di alta pressione a una di bassa: il vento è l'effetto di questo movimento e la sua velocità dipende dalla differenza di pressione. Tanto maggiore è la differenza oppure tanto minore è la distanza tra le due zone e tanto maggiore sarà la velocità. Un improviso mutamento della direzione del vento indica un cambiamento delle condizioni meteorologiche. Se le nuvole alle varie quote si muovono in direzioni opposte questo indica venti diversi a differente altitudine ed è un indizio di peggioramento della situazione.
L'interazione tra differenze di pressione, di temperatura e la conformazione del suolo influiscono sulle caratteristiche del vento generando un flusso di aria irregolare. Queste irregolarità sono dette "turbolenze". Queste sono sempre presenti, con maggiore o minore frequenza e intensità e costituiscono un fattore pericoloso oltre certi limiti di cui il pilota di pallone deve sempre tenere conto.
Un fenomeno ancora poco conosciuto è il cosiddetto "wind shear". Si tratta di una variazione improvvisa della velocità e/o della direzione del vento che oltre certi limiti può divenire un serio pericolo per tutti gli aeromobili e in particolare per gli aerostati.
La pressione atmosferica
La pressione atmosferica è definita come la forza esercitata per effetto della gravità dalla colonna d'aria su un centimetro quadrato di superficie. Dato che l'aria sovrastante diminuisce salendo verso l'alto, ne consegue che la p.a. diminuisce con l'aumentare della quota. Questa diminuzione non è costante perché gli strati più basi del'atmosfera sono più densi di quelli più alti. Lo strumento che misura la p.a. e le sue variazioni nel tempo è il barometro. L'unità di misura della p.a. è l'ettopascal (hPa). L'altimetro in pratica non è altro che un barometro che anziché indicare direttamente la misura della pressione, indica la quota alla quale ci troviamo.
In condizioni normali la pressione atmosferica presenta un adamento tipico nel corso della giornata: aumenta la mattina e la sera, diminuisce nel pomeriggio per effetto del riscaldamento dell'aria che diventa meno densa e quindi meno pesante. La p.a., inoltre, non è uniforme sulla superficie terrestre. Sulle carte meteorologiche i punti alla medesima pressione sono uniti da linee dette "isobare". Le isobare si chiudono a cerchio attorno ai nuclei di alta e basa pressione. Isobare ravvicinate indicano condizioni di instabilità e di forti venti. Seguendo le variazioni barometriche nel corso della giornata (in media ogni tre ore) è possibile rendersi conto dell'eventuale arivo di una perturbazione, indicata da una costante diminuzione della p.a., o del ritorno del bel tempo. Oltre ai ritmi giornalieri, ci sono anche ritmi stagionali e annuali.
Le nubi
La formazione delle nubi dipende dalla condensazione del vapore acqueo presente nell'aria e dai moti convettivi che si verificano negli strati bassi dell'atmosfera, cioè dai movimenti delle masse d'aria dovuti alla temperatura e alla conformazione del terreno. Le nubi, quindi, non sono formate da vapore, ma da goccioline d'acqua e aghi di ghiaccio che si aggregano attorno a "nuclei di condensazione" costituiti dalle particelle presenti nell'atmosfera. Quando questi superano un certo peso ed una certa dimensione si hanno le precipitazioni ovvero la pioggia, la neve o la grandine.
Le nubi sono un fenomeno importante nell'analisi del tempo e nella previsione della sua evoluzione. Senza addentrarci nella definizione delle varie tipologie definite in base alla loro forma, all'aspetto e all'altitudine a cui si trovano (cirri, strati, cumuli, nembi, cumulo nembi, nembostrati, strato-cumuli, ecc. ecc.) basti sapere che per il pilota di pallone esse sono fonte di pericolo ma anche di informazione e dunque è necessario che egli sappia riconoscerle e interpretarle.
In meteorologia per nuvolosità si intende la porzione di cielo occupata dalle nubi e si misura in ottavi: otto ottavi indica il cielo completamente coperto.
La visibilità
Anche questo è un fattore molto importante per la sicurezza del volo. La visibilità orizzontale è la distanza massima a cui è possibile distinguere un oggetto che si trova sullo stesso piano di chi guarda. La visibilità obliqua è invece quella che il pilota osserva dal pallone e può essere anche molto inferiore a quella orizzontale.
Uno dei fattori che influiscono sulla visibilità sono le foschie e le nebbie. La nebbia del mattino, provocata dal contatto tra l'aria calda e umida con il suolo ancora freddo, indica di solito bel tempo e condizioni stabili. E' particolarmente pericolosa per chi vola perché si forma rapidamente e può essere persistente impedendo una chiara visione del terreno di atterraggio e nascondendo eventuali ostacoli pericolosi come alberi e linee elettriche.
I fronti
Sono i limiti delle masse d'aria di diversa origine per temperatura e umidità. Si distinguono in fronti caldi e fronti freddi. I fronti sono accompagnati da masse nuvolose o temporalesche che sconsigliano di volare nella zona. Esistono comunque fronti associati a un depressione marcata e quelli presenti in prossimità degli "anticicloni" (le zone di alta pressione atmosferica). In questo caso il vento che li accompagna è debole e le condizioni dopo il loro passaggio possono anche essere migliori di quelle presenti in precedenza.
Le carte meteorologiche
Sono particolari tipi di carte geografiche che, per mezzo di simboli specifici, riportano tutti i fenomeni rilevati dalle stazioni meteorologiche a terra. Ogni stazione rileva ora per ora tutti i dati meteo. I dati delle varie stazioni vengono poi riportati secondo uno schema preciso e standardizzato in una carta che riproduce la situazione al suolo. In quota, invece, la situazione è rilevata per mezzo dei satelliti. Esistono carte specifiche che riportano la pressione, carte dei venti, carte delle precipitazioni.
Attraverso la lettura dei bollettini meteo e lo studio delle carte il pilota può quindi disporre di tutti le informazioni meteo necessarie al suo volo e cioè: pressione atmosferica e entità della sua variazione, temperatura e umidità dell'aria, direzione e forza del vento, visibilità, nuvolosità totale, tipo e quota delle nubi, eventuali precipitazioni, stato del tempo nelle ultime sei ore, situazione generale ed evoluzione prevista.
Il sito ufficiale del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare
L'unità mobile del Reparto sperimentale di meteorologia aeronautica (Re.S.M.A.) dell'Aeronautica Militare a Terni al 20° Campionato italiano di volo in mongolfiera
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